Il 4 marzo si vota per le elezioni politiche.

La legislatura che si è appena conclusa è stata una delle più ricche di riforme della storia del nostro paese: tantissime questioni che rimanevano in sospeso da anni, dal lavoro ai diritti, dalla giustizia all’istruzione sono state finalmente affrontate; ma rimane sempre tantissimo da fare. Rispondere alla rabbia e al risentimento con una proposta credibile e realizzabile; costruire una società più giusta e più felice.

Non mi sono candidato sulla scorta dei risultati raggiunti in questi ultimi cinque anni, ma perché c’è una prospettiva verso cui muoversi e tante cose vecchie e nuove che dobbiamo fare. Questa consapevolezza è la base del riformismo, ossia l’idea che il cambiamento, per essere effettivo e reale, sarà sempre imperfetto, progressivo, migliorabile e correggibile. Un lavoro quotidiano, umile, di impegno, tenacia e passione.

Bisogna tentare l’impossibile per realizzare il possibile.

Lo tenteremo, provando a vincere un collegio difficile per noi; trovando soluzioni alle grandi questioni irrisolte del nostro tempo, che hanno magari una dimensione globale e dei precisi effetti locali.

Se la politica è un viaggio, e in qualche modo lo è, le prossime settimane di campagna elettorale saranno un viaggio che compiremo insieme, all’interno dei 13 comuni del collegio numero 5 di Lombardia 1-10 della Camera dei Deputati: Monza, Concorezzo, Vimercate, Usmate Velate, Arcore, Villasanta, Lesmo, Camparada, Correzzana, Vedano al Lambro, Biassono, Macherio e Sovico: un viaggio elettorale.

Più tappe possibili, in mezzo alle persone, agli studenti, ai lavoratori, ai pendolari, ai pensionati; nelle vie, nelle piazze, nei luoghi di lavoro, di aggregazione, di studio; di persona, sui giornali, su internet. Casa per casa, strada per strada. Incontrando ancora amici e compagni, interlocutori e avversari di questi anni, e conoscendone di nuovi.

Inizia questo viaggio elettorale.

* Un viaggio elettorale è il titolo di un libro di Francesco De Sanctis, che racconta la sua campagna elettorale del 1875 per vincere il collegio dell’Irpinia.

 

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