Care democratiche, cari democratici,

innanzitutto grazie per queste settimane di confronto all’interno della nostra campagna congressuale. Gli interventi, le proposte, le critiche e gli apprezzamenti sono il risultato del nostro essere un Partito vivo, che discute, approfondisce, si confronta. E’ un risultato importante, che dà un bellissimo segnale rispetto alle sfide che abbiamo di fronte a cominciare da lunedì: le elezioni amministrative, il congresso nazionale, le elezioni europee. La richiesta di unità al nostro interno, la voglia di superare i personalismi e i pregiudizi, l’insofferenza per un correntismo che paralizza il PD in appartenenze stagne che bloccano merito e competenze è emersa con forza nel nostro dibattito e spetta a noi tutti costruire insieme un Partito coeso, plurale, che sappia discutere e decidere. Per questo, noi ci siamo.

Noi ci siamo per un PD che abbia l’umiltà di ascoltare e l’orgoglio delle proprie idee e dei propri valori. Noi ci siamo per un Partito che metta al centro la giustizia sociale, l’uguaglianza delle opportunità, la solidarietà e il senso di comunità, la libertà dell’individuo, i diritti di tutti. Noi ci siamo per un Partito che abbia una visione, una prospettiva, un’idea di società; e che la voglia costruire dal basso nell’azione di tutti i giorni, attraverso idee che diventano progetti concreti e che si realizzano nell’impegno politico quotidiano di amministratori e segretari di circolo. Noi ci siamo perché vogliamo coinvolgere e conquistare nuove persone, trasmettere la bellezza della militanza politica.

Un Partito è una passione organizzata; noi ci siamo per dare un protagonismo ai circoli e alle zone della nostra provincia, così da lavorare di più insieme in maniera coordinata. Noi ci siamo per rinnovare le nostre forme di comunicazione, la nostra capacità di raccogliere fondi che ci permettano di sostenere l’attività politica; ci siamo per costruire nuove modalità e forme di partecipazione, che vadano a colmare quel gap che purtroppo oggi è avvertito tra noi e tanti cittadini, e che finisce per non far riconoscere la competenza e la qualità delle nostre proposte (il tema di come si ricostruiscono le forme della rappresentanza è fondamentale per battere i populismi). Ci siamo per rafforzare i rapporti con il mondo dell’associazionismo, con i corpi intermedi, con quel largo campo di forze sociali, politiche, civiche che insieme a noi possono fare il bene della comunità.

Ci siamo per studiare fin da subito un progetto per la Brianza del 2030: un progetto da portare avanti insieme, a cominciare dai nostri sindaci e amministratori; un progetto da costruire dal basso, con un lavoro costante di ascolto e confronto, che tenga conto di differenze e specificità. Un progetto che ci permetta di realizzare una Brianza più verde, solidale, innovativa, collegata meglio da trasporto pubblico e infrastrutture, che respiri aria buona e sappia valorizzare la sua storia e la sua cultura. Una Brianza che si confronta con la città metropolitana e con la Lombardia, capace di porre i propri temi sul piano regionale e nazionale. Un progetto che renda il PD riconoscibile e autorevole. Un progetto che raccolga il grande lavoro di questi anni dei nostri amministratori, e contribuisca alle elezioni amministrative dell’anno prossimo dando al PD un profilo politico riconoscibile e facendo di noi il motore di un ampio fronte che raccolga il meglio delle nostre città.

Ci siamo perché le elezioni europee dell’anno prossimo saranno decisive. Serve rimettere cuore dentro il progetto europeo, ricordare il grande sogno di pace e solidarietà dei popoli che vi è alla base, smascherare l’inganno dei populisti che dicono che in un mondo sempre più globalizzato Stati troppo piccoli possano essere protagonisti, ribadire come solo attraverso l’integrazione europea è possibile [] [/]

Ti ringrazio per l’impegno nel Partito Democratico.

Ti ringrazio per il sostegno che vorrai darci, in questo congresso e a tutti noi nei prossimi anni.

 

Pietro Virtuani